Tecniche costruttive romane


L'intento di questo discorso è quello di dare una formazione di base per comprendere appieno l'architettura romana trasversalmente allo studio dei monumenti, in particolare riguardo alle tecniche costruttive utilizzate dai romani, come vedremo queste tecniche si sono evolute nel tempo e sono cambiate sia in rapporto al contesto geografico e culturale in cui l'architettura romana ha avuto sviluppo, ma sono cambiate anche in rapporto allo sviluppo tecnologico (quindi molto spesso queste tecniche che permettono di dare una datazione abbastanza precisa di una determinata architettura).
Studiando l'architettura greca possiamo notare che le tecniche costruttive non variano di molto, escludendo alcune particolarità dell'ellenismo l'architettura greca ha sempre usato gli stessi sistemi, impostati tutti sullo stesso schema strutturale (il sistema trittico), mentre per quanto riguarda i materiali erano generalmente lapidei usati in maniera molto regolare con lo scopo di costruire i templi (il tipo architettonico più rappresentativo dell'architettura greca). Nel architettura romana possiamo riscontrare proprio dal punto di vista delle tecniche costruttive una varietà molto più elevata rispetto a quella che riscontriamo nell'architettura greca; questa varietà è dovuta innanzitutto alla lunga durata della cultura romana e soprattutto grazie alla sua diffusione geografica. I romani con uno spirito molto pragmatico, dopo aver maturato nell'area del Lazio delle proprie tecniche costruttive, a seconda delle aree geografiche nelle quali si stanziarono dovevano poi darsi da fare per trovare dei sistemi costruttivi adatti a quei luoghi (ovvero che si potessero valere dei materiali disponibili in quel determinato posto), per esempio in pianura padana e nell'Italia centrale c'è abbondanza di argilla quindi il sistema più utilizzato sarà quello dell’opus testacium; ma dove questo materiale scarseggiava i romani s'ingegnava per adattare questo tipo di tecnica ai luoghi che conquista.

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